Le Chiese - ANC Sezione Ravanusa

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Le Chiese


Il paese di Ravanusa è ricco di chiese e dai documenti risulta che in passato cinque sono scomparse. Attualmente se ne contano sette, nei vari quartieri. Quelle di maggior interesse artistico sono: Chiesa Madre, Convento, San Giuseppe, Madonna di Fatima.


Chiesa Madre

La Chiesa Madre, in stile barocco, ricca di stucchi e statue. Costruita attorno al 1632 è dedicata all'apostolo S. Giacomo, dal barone Giacomo Bonanno. Nell'altare centrale troneggia la Statua del Sacro cuore di Gesù, mentre negli altari minori troviamo le statue di S. Teresina, del Crocifisso, di S. Rita, della Madonna delle Grazie e Maria Ausiliatrice.
Ci sono due bellissime e preziose tele del Manzelli: la Madonna del Carmelo e Gesù che scaccia i mercanti nel tempio.
Di recente è stato collocato vicino all'altare maggiore un quadro raffigurante Gesù e Salomè con i figli, gli apostoli Giovanni e Giacomo, quadro firmato da Giandolia. Il dipinto che piace per il soggetto altamente simbolico e per la solidarietà dei colori, simboleggia la Chiesa che salva e la Resurrezione.


San Michele

Le origini della Chiesa di S. Michele sono da collocarsi intorno al 1.750 ad opera dei coniugi Gallo.
La Parrocchia è stata istituita nel 1935.
E’ una piccola chiesa ad una navata dedicata a S. Michele Arcangelo festeggiato insieme alla Madonna Addolorata l'ultima Domenica di Settembre.
Le attività religiose sono portate avanti da un efficiente Comitato, composto da parrocchiani.


Madonna di Fatima

La Chiesa è stata, in ordine di tempo, la penultima ad essere stata realizzata, mentre la Parrocchia è stata istituita nel 1955.
La stessa è divenuta ultimamente famosa per la presenza di un dipinto di Silvio Benedetto che rappresenta la madonna incinta

             

     

Santa Croce

     


Santuario Maria SS. Assunta


Santuario Maria SS. Assunta è una bella Chiesa che si innalza all'estremo limite orientale del paese di Ravanusa. Esso è retto dall'Ordine Francescano dei Frati Minori che lo hanno ricevuto per intercessione di Filippo Bonanno, nel 1706.
Dopo l'Unità d' Italia i frati furono allontanati dell'edificio, utilizzato per scopi laici, per poi farvi ritorno nel 1884.
La chiesa ad unica navata è ricca di stucchi del Provenzani, un'artista di Palma di Montechiaro.
Nonostante il Santuario sia dedicato alla Madonna Assunta, nella nicchia centrale troviamo la preziosa statua laterizia della Madonna delle Grazie detta anche Madonna di Ravanusa.
La Madonna viene raffigurata con in braccio il Bambinello, che tiene la mano destra appoggiata sul seno della Vergine e nella sinistra tiene un uccellino.
La statua in terracotta policroma risale alla prima metà del XVI sec. ed è celebre per la frequenza di miracoli. Sul basamento sono presenti delle decorazioni legate al culto della Madonna.

Nel corso dei secoli la scultura ha subito diversi interventi fino ad arrivare all'ultimo restauro ultimato nel 2006.

Nella Chiesa sono presenti altre tre statue raffiguranti la Vergine: la Madonna Assunta, realizzata con materiale leggero per facilitare il trasporto durante la processione del 15 Agosto; l'Immacolata, una preziosa statua lignea; la "Dormizione di Maria", una statua realizzata in cera.
Tante altre sono le statue lignee presenti nei vari altari minori: S. Diego d'Alcolà, S. Francesco d'Assisi, S. Antonio di Padova, il Crocifisso e il Sacro Cuore di Gesù. Ci sono poi a livello di pavimento una nicchia, chiusa grata, con la statua di S. Pasquale Baylon, nel lato destro e il mezzo busto del "S. S. Ecce Homo" nel lato sinistro. Infine, troviamo la Statua di S. Vito martire, patrono di Ravanusa, poco conosciuto pertanto tempo e ora portata in auge grazie alla festa organizzata nei giorni 13, 14, e 15 giugno.


I momenti principali di tale festa sono l'incontro con gli ammalati, portati nel cortile del santuario con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, la consegna delle chiavi da parte del sindaco al santo patrono e la processione dei simulacri di S. Vito e S. Antonio per le vie del Paese.
Bellissime e preziose le tele che adornano le pareti e il soffitto, molte delle quali rappresentano la vita di S. Francesco: S. Francesco che manda i suoi frati in missione per il mondo; il Sacro Cuore di Gesù, Santa Margherita con in alto S. Francesco tra le nubi; S. Francesco che recide i capelli di S. Chiara; il Papa Innocenzo III che approva la regola di S. Francesco; Dante, Colombo e Giotto sotto la protezione di S. Francesco.
In un periodo più recente sono state aggiunte altre quattro raffigurazioni: S. Francesco e il lupo di Gubbio, la natività del presepe ideato da S. Francesco, S. Francesco e il lebbroso e l'incontro col Serafino alato imprime le stimmate.
Sulle pareti troviamo ancora la tela che raffigura la Madonna del Rosario, l'Immacolata con il beato Dums Scoto, S. Bernardino da Siena con il Beato Matteo di Girgenti e S. Giovanni da Copistrano, la Madonna del Rosario con S. Caterina e S. Domenico, attribuibile al Provenzani. Anche il soffitto è adorno di tele. Tra le più rappresentative. Ci sono la tela che vede il Conte Ruggero che cinge d'assedio la fortezza musulmana del Monte Saraceno e quella che vede  Ruggero in ginocchio di fronte alla Madonna che fa scaturire l'acqua.
A questo racconto si fa risalire la costruzione del primo tempio cristiano dedicato alla Madonna del Fico, risalente al 1088.

San Giuseppe


Poche notizie si hanno sulla chiesa  di S. Giuseppe; essa fu forse  costruita per iniziativa di un arciprete o di alcuni falegnami devoti  del Patriarca. Al fondo della nava ta il Santo troneggia su un altare di marmo.

La Festa di San Giuseppe abbina la festa religiosa al folklore paesano. Alcune famiglie che hanno ricevuto una grazia e fanno voto a San Giuseppe prepara no, molti giorni prima, la cosiddetta tavola e la recita dei Santi.
La tavola non è altro che una ricca esposizione di dolci e frutti vari sempre più strani  e più belli.  I Santi fanno la loro comparsa in una cappella abbellita con veli, piante, luci e due o  tre giorni prima della festa la gente si riversa per le strade per visitare le tavole e i Santi  che indossano vestiti ornati con ori e trine e, sistemati nelle cappelle, recitano brani del loro repertorio che ricorda la fuga in Egitto di Giuseppe, Maria e Gesù.

Il giorno della festa, gli Angeli accompagnati da una banda musicale, si recano prima  da Giuseppe, poi da Maria e infine da Gesù Bambino.  Come nella tradizione Maria e Gesù montano su un asino che li porta nella chiesa di  San Giuseppe.  Dopo la Messa i Santi, accompagnati dalla moltitudine di fedeli, si avviano verso la  casa della Tavola, nelle cui vicinanze è pronto un palco per la recita. Il pomeriggio la recita si svolge in piazza Matrice.
Non tutto quello che è sulla Tavola viene consumato dai Santi; buona parte viene data  ai poveri.

Sacra famiglia
La Chiesa, in stile moderno, è stata l’ultima ad essere realizzata.
Mentre la parrocchia è stata fondata nel 1986.


                                                            





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